Non oggetti ma storie

Ci sono borse che contengono oggetti e borse che contengono storie. Quelle di Benedetta Bruzziches appartengono alla seconda categoria.

In occasione della Milano Fashion Week Women’s Collection Autunno-Inverno 2025-2026, la designer presenta la sua collezione di borse e accessori in un evento esclusivo patrocinato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e realizzato in collaborazione con Franciacorta. L’appuntamento nella suggestiva cornice di Palazzo Borromeo d’Adda, sede dello storico showroom di Massimo Bonini. Un’esperienza immersiva che celebra il mondo Benedetta Bruzziches sinonimo di eccellenza dell’artigianato italiano, intrecciando moda e cultura in un racconto che supera il concetto di semplice complemento di stile.

Ogni collezione non è un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso. Non sostituisce la precedente, non la cancella, la espande, la approfondisce, la porta altrove. La collezione Autunno-Inverno 2025-2026 è un nuovo capitolo di questo viaggio: borse che non si limitano ad accompagnare, ma che cambiano il modo in cui abitiamo il nostro tempo.

La vita non è una sequenza di eventi lineari, ma un continuo intrecciarsi di storie, un mosaico in cui ciò che conta non è solo la realtà, ma la capacità di reinventarla. È esattamente lo spirito con cui queste borse nascono: non semplici creazioni, ma strumenti per scrivere e riscrivere la propria narrazione, per abitare il mondo con più magia, più bellezza, più possibilità.

Questa stagione le borse diventano più grandi, capaci di contenere interi weekend e ritmi di vita frenetici; più intime, con dettagli studiati per offrire uno spazio non solo fisico, ma anche mentale, in cui rallentare, riprendere fiato, ritrovarsi. Più consapevoli, perché il loro scopo non è solo trasportare, ma trasformare.

Come sempre, la moda qui non è solo funzione: è linguaggio, è un codice che permette di riscrivere il quotidiano.

Sono oggetti che dialogano con chi li sceglie. Non parlano a una tipologia di donna, ma a una parte precisa di lei. Quella che ha bisogno di un dettaglio che sia più di un complemento, un compagno di viaggio, un’idea da portare con sé.

Elif Shafak scrive storie che intrecciano mondi, culture, lingue. Elif, la borsa, nasce con lo stesso spirito. Questa stagione torna in una versione più ampia, con una nuova tasca foderata in raso di seta, pensata per custodire un libro, una lettera, un frammento di vita. Perché leggere è viaggiare, e chi legge ha sempre bisogno di spazio.

Zia Mame è la zia che tutti avremmo voluto. Quella che non segue le regole, che sposta i confini, che trasforma ogni limite in un’opportunità. È il personaggio che ci ricorda che essere sé stessi è un atto di coraggio – e che, in fondo, un pizzico di eccentricità è essenziale per diventare chi siamo destinati a essere. James Hillman, nel Codice dell’Anima, ci insegna che nella nostra crescita è fondamentale incontrare figure che ci facciano vedere oltre, che ci spingano fuori dagli schemi e ci permettano di immaginare nuove possibilità. Una Zia Mame nella vita è questo: la guida inaspettata, la scintilla di libertà, la complice di scelte fuori dal coro. E così, questa stagione, Mame arriva in una versione ridotta “Everyday”, non meno audace. Perché chi è fatto per brillare, brilla.

“Mia madre dice sempre che queste borse sono vendute già piene. Non di cose, ma di tutto ciò che è stato necessario per crearle: tempo, talento, attenzione e cura” – ha raccontato la designer.

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